Carema

La provincia di Torino, distante dal congestionato traffico e dall’iperattiva vita del capoluogo, ci regala un piccolo angolo di paradiso enologico: Carema.

Un paese di circa ottocento abitanti confinante con la Valle d’Aosta che, nel passato, era soprannominato dai locali “il paese vigneto” poiché le viti, coltivate a pergola, si estendevano tra case, cortili e giardini.

All’inizio del secolo scorso il vino costituiva, per gli abitanti della zona, un’importante risorsa economica capace di conferire all’area, a vocazione agricola,un segno distintivo.

La tecnica di coltivazione è una peculiarità di Carema: terrazze che si affacciano su una valle partendo da un’altezza di 300 metri s.l.m – con punte che posso raggiungere i 600 metri s.l.m.

I viticoltori per ottenere un terreno lavorabile, reso ostico dalle forti pendenze e dalla naturale erosione, realizzarono dei terrazzamenti con muri in pietra a secco, scegliendo l’allevamento a pergola.

Il telaio composto da travi è di frequente sorretto da pilastri in pietra, al fine di garantire un adeguato sostegno a questo scheletro. La scelta della pietra fu motivata da una caratteristica intrinseca del materiale ovvero la capacità di incamerare calore, di giorno, per poi rilasciarlo, di notte, garantendo la formazione di un microclima propizio alla coltivazione della vite.

Agli albori della viticoltura questo ingegnoso sistema, consentiva un duplice sfruttamento dell’angusta superficie lavorata: sotto al pergolato, infatti, venivano coltivati gli ortaggi.

Al giorno d’oggi alcune lavorazioni sono rimaste pressoché invariate, la gestione e la manutenzione dei vigneti, vengono ancora effettuate a mano, sebbene l’abbandono delle campagne costituisca un serio fattore di rischio per il tramandarsi di questa vetusta manualità.
La superficie vitata nella zona di Carema è di circa 13 ettari con una resa di 80 q/ha, prodotto con uva a base nebbiolo viene vinificato e trasformato in loco, dai rispettivi produttori nella denominazione Carema DOC.

Il vino presenta della grandi qualità e delle particolarità (fine, vellutato, morbido) proprie dei nebbioli coltivati nelle zone di montagna.

A seguire un assaggio delle due cantine più rappresentative della zona.

CANTINA PRODUTTORI NEBBIOLI DI CAREMA

Carema 2013 (etichetta nera) 94/100

Note di frutti rossi si sposano con sentori alquanto aromatici che tendono allo speziato: ampio e diretto all’olfatto. Caffè, liquirizia, spezie, un gusto di prugna matura e nel finale un leggero tocco di legni: questi i tratti distintivi percepiti al palato. Vino dotato di una persistenza considerevole, di una buona struttura che lo rende pieno, completo e raffinato. Chiude con un tocco vivace, energico, appena percettibile, conferito dall’acidità.

FERRANDO

Carema 2012 (etichetta bianca) 94/100

Freschi ed ampi aromi di frutti rossi, di legno verde appena tagliato, di liquirizia pervadono il naso. Una tenue mora, circondata da un gusto di caffè ed avvolta, nel finale, da un tocco di liquirizia, crea un vino incredibilmente morbido e delicato. La finezza è il segno distintivo del prodotto. Il finale è quasi dolce merito di tannino decisamente rotondo.